lunedì 6 luglio 2015

Come raccontare le favole

Le favole come abbiamo detto offrono molti spunti al bambino ma è saperle leggere e raccontare che fa la differenza!

Il racconto rappresenta la conferma del gruppo di appartenenza, un modo di stare insieme in un tempo che abbia un ritmo diverso. Quando si legge una favola bisogna tenere conto dell’importanza di ripetere alcune parole e soffermarsi sulle pause per creare la suspense. Anche prendersi il tempo necessario è quindi fondamentale, non bisogna avere fretta di leggere, in questo momento, infatti, i bambini ascoltano con molta attenzione e concentrazione. Per meglio raccontare una favola è necessario entrarci dentro, ripercorrerla con i bambini per poter viaggiare lontano, fa entrare nell'interesse più profondo, per poi tornare indietro ed essere rielaborata per farla propria.
Per avere l’attenzione dei bambini nell'ascoltare una fiaba bisogna saper modulare il tono della voce e usare anche il corpo. Per imitazione poi saranno i bambini stessi a giocare ad essere i personaggi della storia, trasformandosi in attori.

Se si decide di leggere una favola ad un gruppo di bambini sarà necessario anche dedicare uno spazio riservato a questo, intimo e che sia comodo. Calvino suggeriva nel suo libro “Se una notte d’inverno un viaggiatore”:

“Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. 
Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. 
In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. 
Sull'amaca, se hai un'amaca. 
Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.”

FONTI: rivista Bambini, edizioni Junior, giugno 2014; libro di Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore, Mondadori, 2002.

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