Il
discorso delle potenzialità della narrazione fiabesca riguarda le
sue implicazioni educative. La domanda che propongo è questa: Che
cosa può offrire e insegnare al bambino di oggi la fiaba?
Il
nodo della questione sta nel concetto di narratività che si
intreccia con il fantastico in modo inestricabile nella fiaba e vanno
a costruire quel momento ludico-immaginativo
che dà significato alla lettura o all'ascolto di questo genere.
Ogni storia, nella fiaba, si configura come un fluire di possibilità di esistenza e di esperienza. Narrare consente di far passare attraverso generazioni diverse, in tempi diversi, la qualità di un frammento di immortalità. Ogni storia così rivive attraverso le molteplici narrazioni, che le danno vita e nelle quali il narrante è solo apparentemente individuale, in quanto erede di tutti i narranti che l'hanno preceduto.
Dal punto di vista pedagogico , il valore del racconto, scritto o orale, consiste non tanto sulle sue specificità letterarie, espressive, culturali, quanto sulla ricerca di quelle strutture di narrative che fanno da nesso tra dimensione esistenziale e la dimensione educativa.
Il fantastico rende la realtà consueta e nota intrigante; sveglia l'attenzione; sollecita la sfera emotiva ed affettiva del lettore/ascoltatore; lo spinge a dubitare di quanto vede e crede vero e scontato.
Il fantastico attiva meccanismi di risposta appassionata e totale, invita a fingersi in situazioni straordinarie come fossero vere, dando della realtà una visione sfaccettata, aperta, inconclusa; richiama l'attenzione sul diverso, sul deforme, sul viaggio, sulla ricerca come categorie strutturanti di un racconto simbolico.
Ogni storia, nella fiaba, si configura come un fluire di possibilità di esistenza e di esperienza. Narrare consente di far passare attraverso generazioni diverse, in tempi diversi, la qualità di un frammento di immortalità. Ogni storia così rivive attraverso le molteplici narrazioni, che le danno vita e nelle quali il narrante è solo apparentemente individuale, in quanto erede di tutti i narranti che l'hanno preceduto.
Dal punto di vista pedagogico , il valore del racconto, scritto o orale, consiste non tanto sulle sue specificità letterarie, espressive, culturali, quanto sulla ricerca di quelle strutture di narrative che fanno da nesso tra dimensione esistenziale e la dimensione educativa.
Il fantastico rende la realtà consueta e nota intrigante; sveglia l'attenzione; sollecita la sfera emotiva ed affettiva del lettore/ascoltatore; lo spinge a dubitare di quanto vede e crede vero e scontato.
Il fantastico attiva meccanismi di risposta appassionata e totale, invita a fingersi in situazioni straordinarie come fossero vere, dando della realtà una visione sfaccettata, aperta, inconclusa; richiama l'attenzione sul diverso, sul deforme, sul viaggio, sulla ricerca come categorie strutturanti di un racconto simbolico.
Il narrativo rimanda alla parola e prima di tutto
all'oralità, cioè all'abitudine di tramandare i racconti attraverso
un contatto diretto tra narratore e fruitore.
I due soggetti implicati in questa attività sono tessitori di storie di un viaggio dai molteplici sensi.
La fiaba dunque ha ancora e continuerà ad avere un ruolo importante per l'intreccio tra narrativo, fantastico ed educazione.
I due soggetti implicati in questa attività sono tessitori di storie di un viaggio dai molteplici sensi.
La fiaba dunque ha ancora e continuerà ad avere un ruolo importante per l'intreccio tra narrativo, fantastico ed educazione.
Fonti: Cambi, Landi, Rossi, L'immagine della società nella fiaba, Armando editore, Roma, 2008









