La
fiaba risponde agli interrogativi eterni come: qual è la vera natura
del mondo? Come dovrò vivere la mia vita? Come posso essere davvero
me stesso?
Le
risposte fornite dalle fiabe lasciano che il bambino faccia lavorare
la propria fantasia e decida se e come applicare a se stesso quanto
viene rivelato dalla storia circa la vita e la natura umana.
La
fiaba è convincente per il bambino perché si conforma al modo in
cui il bambino stesso pensa e percepisce il mondo, e si fida di
quanto è detto nella fiaba, perché la visone del mondo della fiaba
concorda con la sua. Per il bambino che cerca di capire il mondo
sembra ragionevole attendersi delle risposte dagli oggetti che
suscitano la sua curiosità e si aspetta che l'animale parli delle
cose che sono realmente importanti per lui. Un bambino è convinto
che l'animale comprenda e senta come lui,anche se esso non lo mostra
palesemente.
Quando
i bambini, cercano di dare delle soluzioni ai primi eterni
interrogativi come Chi sono? Come devo comportarmi di fronte i
problemi della vita? Cosa devo diventare?, lo fanno basandosi sul
loro pensiero animistico. Non appena il bambino inizia ad indagare,
comincia a porsi il problema della propria identità, quando si
specchia si chiede se quello che vede è veramente se stesso.
Il
bambino si chiede: Chi sono? Da dove sono venuto? Come si è formato
il mondo? Qual'è il fine della vita? Le fiabe forniscono delle
risposte a questi interrogativi.
Un
bambino che abbia imparato dalle fiabe a credere che un personaggio
in un primo tempo giudicato repellente e minaccioso può trasformarsi
magicamente in un amico prezioso, è pronto a credere che se conosce
un bambino che gli fa paura anche questo può trasformarsi da una
minaccia in un gradevole compagno.
Fonti: Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, Feltrinelli, 2008.

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