venerdì 18 settembre 2015

I bambini e la magia

La fiaba risponde agli interrogativi eterni come: qual è la vera natura del mondo? Come dovrò vivere la mia vita? Come posso essere davvero me stesso?
Le risposte fornite dalle fiabe lasciano che il bambino faccia lavorare la propria fantasia e decida se e come applicare a se stesso quanto viene rivelato dalla storia circa la vita e la natura umana.


La fiaba è convincente per il bambino perché si conforma al modo in cui il bambino stesso pensa e percepisce il mondo, e si fida di quanto è detto nella fiaba, perché la visone del mondo della fiaba concorda con la sua. Per il bambino che cerca di capire il mondo sembra ragionevole attendersi delle risposte dagli oggetti che suscitano la sua curiosità e si aspetta che l'animale parli delle cose che sono realmente importanti per lui. Un bambino è convinto che l'animale comprenda e senta come lui,anche se esso non lo mostra palesemente.
Quando i bambini, cercano di dare delle soluzioni ai primi eterni interrogativi come Chi sono? Come devo comportarmi di fronte i problemi della vita? Cosa devo diventare?, lo fanno basandosi sul loro pensiero animistico. Non appena il bambino inizia ad indagare, comincia a porsi il problema della propria identità, quando si specchia si chiede se quello che vede è veramente se stesso.
Il bambino si chiede: Chi sono? Da dove sono venuto? Come si è formato il mondo? Qual'è il fine della vita? Le fiabe forniscono delle risposte a questi interrogativi.

Un bambino che abbia imparato dalle fiabe a credere che un personaggio in un primo tempo giudicato repellente e minaccioso può trasformarsi magicamente in un amico prezioso, è pronto a credere che se conosce un bambino che gli fa paura anche questo può trasformarsi da una minaccia in un gradevole compagno. 

Fonti: Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, Feltrinelli, 2008.

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